Cenni Storici - Biblioteca dei Cappuccini di Palermo Codice ICCU: IT-PA0092 |
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La Biblioteca nasce con l’ordine stesso, quando intorno al 1533 i Cappuccini arrivano a Palermo e viene loro affidata una cappella, di origine normanna, dedicata a S. Maria della Pace.
Dopo la prima metà del secolo XVIII, per autorizzazione papale, si arricchisce anche di opere considerate proibite. Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi e l’incameramento dei beni ecclesiastici da parte dello Stato, i suoi volumi confluiscono, come quelli di altre biblioteche conventuali, parte nell’allora Biblioteca Nazionale, parte in biblioteche private.
Soltanto tra la fine dell’ ‘800 e gli inizi del ‘900 la Biblioteca può riorganizzarsi grazie sia alla restituzione da parte dello Stato di alcune opere, che ad acquisti e donazioni. Fra queste ultime va menzionata, in particolare, la biblioteca di Nino Basile composta da 700 volumi di storia siciliana ed uno schedario di 10.000 fogli riguardanti la città di Palermo dal titolo Indice alfabetico di notizie storiche, artistiche, topografiche di Palermo e dei suoi edifici pubblici e privati. Nel corso degli anni la Biblioteca ha incamerato altre biblioteche della provincia religiosa, incrementando notevolmente il suo patrimonio ricco particolarmente di materiale antico, che costituisce più della metà della sua consistenza.
Oggi la Biblioteca, dotata anche di una emeroteca, conta circa 55.000 volumi, che occupano alcuni vani sovrastanti la sacrestia e l’antisacrestia della chiesa di S. Maria della Pace, nonché l’adiacente palazzetto, che don Ottavio D’Aragone, ammiraglio delle galee siciliane, aveva lasciato ai frati alla sua morte.
Specializzata in storia locale, francescanesimo, oratoria sacra, diritto e teologia, la Biblioteca possiede tra l’altro il libro più piccolo del mondo, contenente una lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena.
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